Summer Intensive 2025

Che cos’è l’EAC Summer Intensive? Si può descrivere un’esperienza immersiva?

Prima di rispondere facciamo tanti ushiro tsugi ashi, un bel po’ di passi indietro e andiamo al 2012, quando abbiamo conosciuto per la prima volta Patrick Cassidy.

Un maestro è prima di tutto un allievo

Come tutti i buoni insegnanti, anche quello che era ed è il nostro maestro di Aikido era ed è principalmente un praticante. Che a sua volta ha quindi bisogno di qualcuno che ogni tanto lo guardi, gli dia delle linee di lavoro, dei suggerimenti. Qualcuno con cui crescere insieme.

Abbiamo così iniziato a conoscere Patrick, il suo approccio alla didattica e alla pratica, e il gruppo internazionale di Dojo che lo frequentano e che insieme formano l’EAC, l’Evolutionary Aikido Community.

Il limite del seminario tradizionale

Frequentare delle persone soltanto durante un seminario è un po’ come pretendere di conoscere la propria fidanzata o il proprio fidanzato soltanto quando si va a cena in un ristorante elegante al sabato sera.

Si condivide una pratica molto elevata, focalizzata sui principi. Ci si mette la giacca e la cravatta e le scarpe con i tacchi… e si lasciano le ciabatte e la tuta al resto della settimana di pratica nel Dojo.

Comprendere una proposta profonda

Questo è il motivo per cui, personalmente, la proposta di Patrick Cassidy ha richiesto molti anni per essere compresa meglio. Una proposta didatticamente ed esperienzialmente valida, immediata e tecnicamente solidissima. Ma che al contempo è il veicolo di valori e prospettive incarnate in una persona estremamente complessa e profonda.

Una complessità ed una profondità che richiedono un’esperienza immersiva.

La settimana intensiva

Così, dopo molti anni, siamo riusciti ad organizzarci per partecipare a questa settimana che prevedeva cinque sessioni di allenamento al giorno, a partire da quella di armi all’aperto alle sette del mattino.

I partecipanti erano liberi di seguire ciò che potevano e volevano, beneficiando anche di sessioni di respirazione, meditazione, preparazione dei pasti in comune nel Dojo di Montreux.

Una pratica estensiva e collettiva

Abbiamo così vissuto in forma estensiva ciò che nel Dojo Hara Kai e nel Comitato Regionale Piemonte e Valle d’Aosta della FIJLKAM è già prassi.

I docenti internazionali si sono alternati nell’insegnamento e nel seminario finale che ha impegnato tutta la giornata di sabato.

Questa modalità di lavoro favorisce la crescita tecnica degli insegnanti attraverso l’incremento delle competenze didattiche e comunicative, mettendo a disposizione un caleidoscopio esperienziale che, pur nella diversità, converge.

Internazionalità e senso di comunità

Una convergenza che, oltre ai benefici tecnici, mira anche alla costruzione di un senso di internazionalità da coltivare, specialmente oggi.

Partecipanti e insegnanti da USA, Svizzera, Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda e Belgio hanno dato vita a un percorso davvero intenso.

Stanchezza e crescita interiore

Un’intensità che ha richiesto molte energie interne, perché la focalizzazione necessaria per trarre beneficio da queste esperienze è elevata.

Iniziare la giornata alle 5:30, allenarsi, meditare, condividere. Anche il contatto con la natura del lago di Ginevra si è rivelato formativo quanto il tatami.

Condivisione 24/7

Condividere spazi e tempi con gli amici docenti ha permesso di specchiarsi nelle fatiche comuni: mantenere una disciplina, trasmetterla, lavorare, avere cura della propria famiglia… tutto richiede dedizione.

E vedere come ci riescono gli altri lo rende meno faticoso.

Vivere letteralmente 24/7 con il proprio insegnante e con alcuni compagni permette di consolidare i legami. È solo questa condivisione reale e quotidiana che rafforza i rapporti.

Oltre i propri limiti

Nessuna disciplina si misura col metro. In una settimana abbiamo fatto più pratica di quanta ne faccia una persona in tre mesi.

Andare oltre il punto di non ritorno della stanchezza è necessario. Lì si scopre chi si è davvero, cosa ci fa andare avanti, e quanto ancora si può fare meglio, per sé e per gli altri.

Verso nuovi orizzonti

Questa esperienza è il livello successivo rispetto alla giornata intensiva vissuta sei anni fa e organizzata presso l’Hara Kai dal nostro insegnante.

Se allora avevamo intuito che organizzarsi meglio poteva aprire le porte a un approccio più professionale all’insegnamento, oggi si aprono orizzonti molto più ampi, in termini di intensità, qualità e crescita personale.

Gratitudine

Per ogni sorriso, ogni riscontro, ogni critica e ogni confidenza,
per chi ha lavorato dietro le quinte,
per ogni cinguettio dei passeri durante la nostra fatica…
esprimiamo un profondo senso di gratitudine.

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1 Comment

  1. È bello e doveroso essere riconoscenti e grati verso persone e situazioni che ci aiutano nel nostro percorso di maturazione e consapevolezza. Buona crescita a tutti noi

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