Perché aprire un corso (di Aikido)

Come avrete notato, quest’anno Sara ed io inauguriamo un corso di Aikido. Questo è il primo di una serie di post che ogni tanto pubblicheremo nel corso di questa nuova avventura. Crediamo che sia necessario per noi avere una traccia (anche scritta) della traiettoria di questo viaggio. Un po’ come una famiglia che si ritrova a sfogliare un album di fotografie, rileggere vecchie lettere: è importante fare memoria costantemente del punto da cui siamo partiti. Delle motivazioni. Apprezzando così il cammino fatto, correggendo se possibile gli errori che la vita inevitabilmente porta. Cogliendo nuove opportunità.

In generale, di fronte alla possibilità di tenere un corso, di avviare una qualsiasi attività, si pone una prima domanda.

Perché?

Crediamo fermamente che uno dei motivi per cui ciascuno di noi viene al mondo sia quello di diventare uno strumento di propagazione -e se possibile, di accrescimento- di quanto di buono, bello, vero e sano la vita offre.

E la vita, che è sempre generosa, ci ha offerto tanto, attraverso le relazioni che abbiamo avuto con chi ha preso a cuore la nostra crescita.

L’Aikido è uno di questi doni. E i doni non servono pressoché a nulla se si tengono chiusi in un armadio per mostrarli solo occasionalmente per fare bella figura.

La nostra dimensione (ci piacerbbe pensare: la dimensione di tutti) è quella di essere allievi. Studiosi curiosi che sono aiutati -educati- da guide competenti che sanno scaldare il cuore, nutrire la mente, formare con maestria la tecnica.

Così è maturata lentamente, in questi anni di pratica, la chiara visione per noi di formarci sia per noi sia per le persone con cui veniamo a contatto nella nostra vita. Una visione che nelle nostre teste puntava chiaramente a un “poi” e ad un “altrove”. Un tempo e un luogo in cui poter crescere insieme a ragazzi e adulti per offrire loro alternative al poco o al nulla in cui vivono.

Poi, come sempre, i doni che la vita porta con sé si rivelano secondo modalità e tempi che non hanno niente a che vedere con le nostre pianificazioni. Semplicemente si manifestano e richiedono di essere accolti. Questo è il motivo per cui accade anche il contrario: più si desidera qualcosa, chiudendosi contemporaneamente a quanto la realtà ci offre, meno si realizzerà mai.

Così è successo che in parallelo ad un percorso strutturato (e anche pesante, per la verità) per essere legalmente e lecitamente annoverati come tecnici federali, alcune persone che avevamo incontrato in un corso di avviamento all’Aikido anni fa in cui davamo una mano, si siano attivate in autonomia per cercare una location e una struttura che potesse ospitare un corso. E che ci abbiano offerto questa prospettiva.

E’ successo che ci siamo messi nelle mani del nostro maestro rimettendoci alla sua valutazione e insieme abbiamo letto tutto ciò come positivo e costruttivo. Per noi, per la nostra crescita, per la crescita di chi camminerà con noi, per il nostro gruppo.

Questo è il nostro “perché”.

Incontrando tante persone alla dimostrazione che abbiamo tenuto in piazza nel comune in cui terremo il corso, questo “perché” trova un’eco profonda.

Dietro la curiosità; dietro un atteggiamento da “turisti esperienziali” che oggi praticano Aikido, domani Karate e dopodomani collezionano bazooka; dietro il desiderio spesso sommerso di poter dedicare del tempo per sé; dietro il richiamo di un cammino interrotto anni fa; dietro la paura indotta che genera la richiesta di corsi di “difesa personale”; dietro la tendenza di proporre ai propri figli la bulimia esperienziale con agende degne di atleti professionisti…

Dietro tutto questo emergeva la forza del “perché”. Perché abbiamo la possibilità di approfondire uno strumento per stare bene, per vivere un po’ più consapevolmente e con più pienezza il nostro spazio e il nostro tempo.

Buon cammino a tutti noi.

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1 Comment

  1. Bravi, c’è bisogno di chi ha il coraggio di mettersi in gioco, ma la cosa straordinaria è scoprire cosa significa stare dall’altra parte, e comprendere se si riesce a spiegare ciò he si è imparato… Un consiglio, siate voi stessi il più possibile, non cercate di assomigliare a nessuno, ma fate tesoro da chi vi ha insegnato tutto.
    OVO San

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