Riempire e svuotare

Riempire e svuotare sono gesti così semplici. E così potenti!

Siamo molto abili a riempire.

Riempiamo, anzi, saturiamo i nostri giorni di mille attività. I nostri silenzi di infinite parole, suoni.

Fare, fare, fare e ancora soltanto fare. Proprio quando anche la natura rallenta i suoi ritmi e anche la società concede qualche giorno di pausa dalle attività lavorative, spingiamo il piede sull’acceleratore.

Così ieri sera abbiamo dedicato la prima parte dell’allenamento alla pratica lenta, quasi in slow motion, di un kata svolto col jo.

Rallentare, per chi è abituato ad andare sempre a mille, non è semplice.

Svuotare la mente dei pensieri che la intasano, ancor meno.

Ma ecco, dopo aver superato l’iniziale momento in cui il sistema, addomesticato ad essere sempre in pressione, si ribella e tende ad accelerare, inizia ad accadere la magia.

Iniziamo a sentirci. Iniziamo a sentire l’altro. Ci vediamo per quello che siamo, per i movimenti che esprimiamo. Non c’è più spazio per altro: il caos, le “cose” che ci riempiono, trovano la nostra presenza che progressivamente si espande e abita il nostro presente.

Una disciplina è fatta di elementi semplici ma si rivolge a noi, una società maledettamente complessa, che ama sovraccaricare anziché ridurre e disperdere anziché concentrare.

L’Aikido è tutto qui: diventare più ricchi perché si impara progressivamente a lasciare andare tutto ciò che non serve.

Buon avvicinamento a Natale!

Disclaimer: Foto di Ravi Kant da Pexels

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