Proteggere il proprio corpo è importante quanto proteggere i propri dati personali

Da sempre si è data molta importanza alla protezione della persona, intesa come corpo, dagli attacchi fisici di un ipotetico avversario. Molti hanno dedicato e dedicano tuttora molte ore al potenziamento muscolare e allo studio di tecniche di difesa. La maggior parte di questi soggetti però non ha mai avuto (e forse mai avrà) un reale attacco e non ha mai subito (e forse mai subirà) una violenza fisica per strada.

Meno male, aggiungerei!

Ciò non significa che quelle ore passate ad allenarsi non siano servite… Anzi! Forse sono servite proprio ad evitare di trovarsi in una reale situazione di pericolo e ad evitarla prima ancora che sorgesse.

Recentemente l’Italia ha recepito la normativa europea in tema di privacy, il tanto nominato GDPR (General Data Protection Regulation).

Il Regolamento generale sulla protezione dei dati personali ha lo scopo di dare ordine alle varie normative statali in tema di Privacy e di evitare abusi nel trattamento dei dati stessi.
Quante volte si è letto nelle cronache locali di soggetti, spesso minori, che si sono suicidati a causa della diffusione di video privati sui social senza il loro consenso creando la disperazione in questi soggetti che sono stati violati così profondamente seppure senza essere stati toccati fisicamente.

Quanto può far male la violazione della propria immagine attraverso la divulgazione senza consenso di un dato personale? Dalle cronache possiamo dire: moltissimo.

L’elenco delle possibili violazioni dei dati personali può essere tendente all’infinito. Dai dati sul proprio orientamento sessuale, religioso e politico ai dati sui conti correnti, debiti e condanne penali. Un capitolo a parte si dovrebbe aprire su tutti i dati riguardanti la salute e quindi le malattie contratte e le conseguenze sulla diffusione illecita di tali dati.

Ci siamo mai domandati come vengono conservati e utilizzati i certificati medici che consegniamo per poter svolgere un’attività sportiva? O i moduli di registrazione con tutti i nostri dati personali? O i video fatti durante un’attività?

Oggi tale domanda deve richiamare l’attenzione soprattutto di quegli Enti/Associazioni che hanno il dovere di informare il proprietario di tali dati su come verranno custoditi e utilizzati tali dati per poi ottenere il consenso per il loro trattamento.

La normativa è entrata in vigore a maggio 2018, il garante della Privacy Italiano ha dato 6 mesi di tempo per mettersi in regola senza irrogare sanzioni, ora siamo entrati nel periodo dei controlli e delle sanzioni.

Chi si è messo in regola?

Sicuramente la maggior parte degli Enti Assicurativi, Bancari, Finanziari e Sanitari poiché di maggior visibilità anche agli occhi del Garante e tutti gli altri?

C’è chi pensa che la normativa non lo riguardi….

C’è chi pensa che tanto rimarrà nell’ombra….

C’è chi pensa di essere più furbo dei controllori…

Peccato (o per fortuna) che la normativa dia la possibilità a ciascuno di noi di denunciare l’Ente o l’Associazione che tratta i nostri dati in palese contrasto con le regole dettate dall’Europa.

Cosa fare per essere in regola ed evitare sanzioni pecuniarie o addirittura penali?

Lo Studio Legale Novum Consulting ha creato un documento scaricabile gratuitamente con l’elenco di tutti gli adempimenti necessari soprattutto per gli Enti e le Associazioni Sportive. Tali adempimenti necessitano del lavoro di esperti nel settore della Privacy che aiutano l’Ente/l’Associazione a mettersi in regola e a rimanerci creando le basi documentali e formative per proseguire autonomamente nella gestione dei dati trattati.

Un esempio di informativa per gli associati è scaricabile gratuitamente grazie al lavoro messo a disposizione da Novum Consulting.

Arriveranno i controlli proprio nella nostra sede? Ci sarà un associato più attento di altri ai propri dati che potrà denunciarci?

Forse no ma vale la pena rischiare?

Meglio essere in regola con la legge non solo per tutelare il proprio portafoglio ma anche per dare il buon esempio per una via [do] che si studia per ore sul tatami ma che si percorre soprattutto durante le ore vissute fuori, nella vita reale di tutti i giorni.

Allontaniamoci da chi persevera nella via della scorrettezza e dell’ombra.

Scegliamo la via della correttezza e della luce.

 

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